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LaFabbrica vi da il benvenuto sul proprio blog, uno spazio di discussione, analisi e confronto aperto a tutti coloro che vogliono collaborare per migliorare la realtà nella quale vivono.
LaFabbrica vive dal 2004 fra le province di Milano, Cremona, Bergamo, Lodi e Brescia.


Maggiori informazioni sul blog e su come collaborare, le potete trovare contattandoci all'indirizzo
 
www.lafabbrica.mi.it
Troverete qui invece informazioni sull'Associazione e il periodico La Fabbrica.   
 
 


 
 
 


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14 giugno 2017

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18 settembre 2015

Evento in Cascina Monlué a Milano

https://www.facebook.com/events/1618980968359082/

MONLUE’ ROCK FESTIVAL 2015

Cinque giorni di concerti, associazionismo e spazi dedicati alla cultura che nasce dal basso….

Dal 24 al 28 settembre presso Cascina Monlué – Milano

L’Associazione di Volontariato LaFabbrica in collaborazione con l’Associazione Svolta organizza la terza edizione del Monlué Rock Festival.

Da giovedì 24 a lunedì 28 settembre presso la Cascina Monlué di Milano ci saranno cinque giorni di festival dedicati alla promozione musicale, culturale e artistica che nasce dal basso e dai giovani.

Un evento del tutto autoprodotto dalle associazioni promotrici e che darà spazio all’esibizione di ben trenta gruppi milanesi che proporranno concerti dal genere folk alla musica cantautoriale fino ad arrivare al rock più energico e deciso.

Come sfondo del festival saranno presenti diversi banchetti di associazioni di zona 4 e della città di Milano che presenteranno le proprie attività. Fra queste hanno già dato adesione Emergency e l’associazione di promozione sociale Oltrespazio.

Per i referenti de LaFabbrica “è necessaria una rinascita del tessuto associazionistico in città, specialmente per creare spazi dedicati al protagonismo dei giovani musicisti e artisti. La possibilità di incontrarsi in un unico grande evento permette di creare nuove sinergie, conoscenza e confronto”.

Per gli organizzatori il Monlué Rock Festival è il promo grande evento per Milano realizzato unicamente con la forza volontaria delle associazioni, senza logiche di mercato, sponsorizzazioni e finanziamenti pubblici. Uno spazio a misura di cittadino, popolare e coinvolgente.

Il festival inizierà giovedì 24 settembre dal primo pomeriggio con una serie di spettacoli di giocoleria e clowneria realizzati dall’Associazione Millepiedi Onlus che presenta tali spettacoli coinvolgendo come attori protagonisti adulti con disabilità. A seguire lo spettacolo di bolle giganti di sapone di Vitaminenci, realizzato sempre con il supporto artistico di ragazzi con disabilità fisica e/o intellettiva. In serata invece spazio ai concerti con un omaggio al grande Fabrizio De André e con l’irish folk e canto popolare della Corte di Miracoli. Serata danzante sotto le stelle.

Da venerdì 25 a lunedì 28 invece spazio a band cittadine sui generi rock e indie.

L’ingresso è sempre libero. Il ricavato dell’iniziativa sarà completamente devoluto alla realizzazione di attività di tempo libero per minori e adulti con disabilità. Maggiori informazioni sull’evento si trovano sui siti www.lafabbrica.mi.it e www.circolosvolta.it. Info line: 3202782951

Romolo Dell’Angelo

Responsabile dell’Associazione di Volontariato LaFabbrica

www.lafabbrica.mi.it





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18 settembre 2015

MONLUE' ROCK FESTIVAL


24 maggio 2014

Le solite Passate Rosse


Il partito democratico (pd) recita il mantra dei bilanci certificati a ogni pie' sospinto.  
Ma si tratta davvero di bilanci certificati? Piu' bianco del bianco?  Azzardiamo una disamina.

Per prima cosa, provi il lettore a digitare sul sito del partito il nome del segretario "Renzie". Scusate: "Renzi"[7], compaiono circa 3500 risultati. Si ritenti invece con.."RENDICONTO": ebbene, il sito sembra andare in tilt (davvero !). Un'ultima verifica: "BANANA", 49 risultati.

Banane a parte, ecco quanto ritengo opportuno segnalare, al di la' del 'bug' suddetto:

a) Le RELAZIONI di RENDICONTO del pd, dal 2008 al 2012, SONO TUTTE UGUALI, stile copia e     incolla[4],[6]. Per giunta, come vi si puo' leggere, "la responsabilita' della relazione del rendiconto compete al tesoriere del pd".  Pertanto a me non paiono ne' delle vere revisioni ne' tantomeno delle certificazioni, forse una presa in giro.

b) L'ultimo rendiconto di bilancio del pd e relativa relazione risale al 2012 [8]: da allora non e' dato sapere come il pd dispone, per esempio, dei rimborsi elettorali 2013.

c) Non e' dato neppure sapere a quanto questi rimborsi 2013 ammontano, in quanto la Corte dei Conti pare non abbia ancora redatto il relativo controllo per le spese elettorali delle politiche 2013.

d) Ricordo che questi rimborsi sono INCOSTITUZIONALI, in quanto e' stato ELUSO il risultato del referendum '93, che boccio' a stragrande maggioranza il finanziamento pubblico[9].

e) Non disponendo del controllo spese elettorali 2013, proviamo ad analizzare quello del 2008 [2]:
  si puo' leggere che a fronte di una spesa di 18.4 milioni di euro, il partito democratico riceve, per ciascuno anno di legislatura, dal 2008 al 2012, 17.2 milioni per la Camera dei deputati e 18.8 per il Senato. Insomma l'ammontare di tali rimborsi e' DIECI volte superiore alle spese effettivamente impiegate in campagna elettorale, per tacer della "mille proroghe" del 2006 che ha attribuito ai partiti - anche gli estinti  - il diritto di percepirli per i cinque anni successivi anche dopo lo scioglimento anticipato della legislatura. Cosi', nei tre anni successivi alle elezioni 2008, i partiti hanno incassato il doppio di quanto loro dovuto.

Come e' noto, la legge 2/1997 ha introdotto l’obbligo per i partiti di redigere un bilancio per competenza, comprendente stato patrimoniale e conto economico. La Corte dei Conti puo' controllare solo il rendiconto delle spese elettorali. Esistono invece dei revisori nominati dai presidenti di Camera e Senato per controllare i bilanci del partito.
Ma e' possibile verificare che i milioni versati a un movimento politico siano stati effettivamente spesi come il partito dichiara? No. E nemmeno la Corte dei Conti ha grandi poteri ispettivi.
La grande segretezza è garantita dalla Costituzione secondo la quale si tratta di semplici associazioni private alla pari di una qualsiasi bocciofila[1].

I margini di manovra insomma non mancano. Scrive un imprenditore ed elettore del pd [5]:

"Il documento è abbastanza dettagliato, ma non eccessivamente, e già questa è una prima stranezza: se infatti le aziende industriali/commerciali limitano la quantità di informazioni esposte sul bilancio per evitare di mettere a conoscenza i propri concorrenti di notizie riservate, non si capisce perché un partito politico invece non metta a completa disposizione (quantomeno degli iscritti) tutte le informazioni
sulla composizione delle singole voci di bilancio, invece di un rendiconto che risulta estremamente parziale.  L’ideale sarebbe quello di avere la possibilità di accedere alle cosiddette “pezze di appoggio”, alle fatture, e con la tecnologia attuale non sarebbe davvero un grosso problema pubblicarle online."

Infine conclude con "se si eccettua la suddivisione dei contributi per le strutture regionali e la lista di feste ed eventi nazionali (su cui però manca il dettaglio) su tutte le altre spese non è possibile sapere di più, e questo è un livello di dettaglio francamente insufficiente, un po’ come se l’amministratore di condominio impedisse ai condòmini di poter verificare le spese sostenute e le fatture ricevute."

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Concludo con una nota sul sindaco 'anticemento', ha saputo bene amministrare pertanto la merita.
Da un po' di tempo gira per le citta' provvisto di vanga e piantine,  predicando una via di mezzo tra Henry David Thoreau e Alice in Wonderland [10]. Si fa fotografare tra i cespughi, a volte lo sorprendi acquattato, pigola persino,  anela boschi e funghi puliti.  Tutte cose assai condivisibili s'intende, soltanto che il Nostro, sedotto dalla carriera politica, e' divenuto l'ennesimo venditore di ideologie preconfezionate ad uso elettorale, quali pace, ecologia, liberta’.  Tanto AMORE arcobaleno tranne che per Dudu', e solo perche' di destra, poverino.

Caro ex-sindaco, pur stimandola per il lavoro svolto, le pare utile  salmodiare  che il cemento e’ brutto e cattivo  giusto per sfruttare l’argomento a fini elettorali ? Pensa  che non possa arrivarci da solo ?  L'educazione, lo dico soprattutto agli intellettuali che la sostengono,  non va vista come l'atto di riempire un vaso, piuttosto deve contribuire a creare cittadini consapevoli di una comunita' libera, incoraggiando  la combinazione di cittadinanza e liberta' come la creativita' individuale.

Se davvero ci tiene all'ambiente resti piuttosto qui, testimoni la sua esperienza e contribuisca a diffondere l’interesse per l’argomento anziche’ tentare di carpirmi il voto e partire in erasmus, che ha anche una certa eta’ e forse l’inglese incerto, la cosa mi pare assai piu’ utile e sensata.

Se davvero ci tiene all'ambiente non si allei con Vendola che ha tentato di impedire i controlliambientali, ne ha perso forse memoria ? Non la imbarazza ?  Tanto piu' che i VERDI si presentano alle elezioni.

Infine e soprattutto, se davvero ci tiene all'ambiente, non derubrichi il tema all'agenda di una
lista comunista per sinestesia, ossia che ammicca all'ideologia scaduta soltanto per via del rosso coreografico, una 'passata rossa' insomma.  L'ambiente non PUO' e non DEVE essere ne' di destra ne' di sinistra, altrimenti non gli rende servigio,  altrimenti diviene "dIvAIsiVe", come fa a non rendersene conto ? Si ricordi l'aggettivo se dovesse emigrare all'estero.  

Tra l'altro il paradosso elettorale e' evidente,  invito a fare due conti. Rivolta per esempio e' abitata da circa 8000 zampe in grado di delegare. La lista di pomodoro era accreditata attorno al 4 %, il che significa che i potenziali elettori potrebbero essere circa 200, se consideriamo un'astensione addirittura del 50 %.  
Ma se questo e' dato, significa che a Rivolta saranno piu’ (del doppio, almeno) coloro che voteranno uno che pretende di difenderci dal cemento andandosene in Europa ( ? ) rispetto a coloro
che  con uno semplice click potrebbero impegnarsi DIRETTAMENTE firmando la petizione sul cremo – che poi non si capisce che fine abbia fatto. Non lo trovate un po’ paradossale ?
In sostanza si desidera fare il giro lungo e questo, a parer mio, e’ un ottimo esempio del concetto di ‘alienazione’.

Detto questo, non condivido chi dipinge tutti i partiti come 'associazioni a delinquere di stampo legale',  non ha senso. Chi apprezza gli scritti del Marchese De Sade o gli esercizi stilistici di Queneau sa bene come lcura per il dettaglio retorico possa trasformare un pregevole sofisma in una piacevole occasione di intrattenimento. Se invece le finalita' sono altre, si puo' parlare a giusto titolo di raggiro.
Auguro percio' ai capaci e onesti di ogni dove un felice esito elettorale.

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[1] Fonte: La Stampa
[2] http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/controllo_spese_elettorali/delibera_cse_9_2009.pdf
[3] http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Rendiconto_PD_2010.pdf
[4] http://www.partitodemocratico.it/Allegati/Relazione_rendiconto_2010.pdf
[5] http://www.prossimaitalia.it/news/2524/come-si-legge-il-bilancio-del-pd/

[6] https://s3.amazonaws.com/PDS3/allegati/ALL%208_Partito%20Democratico%20-%20rel%20rendiconto%202012.pdf
[7] Comunque 4 risultati per "Renzie" ( e 7 per "Fonzie"), mica male.
[8] http://www.partitodemocratico.it/doc/230148/bilanci-certificati-e-trasparenti-il-pd-li-ha-e-gli-altri.htm

[9] http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/11/29/news/le-leggi-sul-finanziamento-ai-partiti-sono-incostituzionali-1.143486

[10] Tutti ricordano cosa disse il ghiro, trascurando cosi' i moniti del gatto. Rivolgo un pensiero ad una bella persona che questo libro lo conosce e che col gatto credo farebbe bene ad accompagnarsi piu' spesso:
 
   “Oh, you can't help that," said the Cat: "we're all mad here. I'm mad. you're mad”


13 aprile 2014

You got it ?

Pezzo stupendo per musica e messaggio , video geniale.    Byrne e' un genio.
 Talking Heads ever.


(Esattamente 6 anni fa votai pd. Non so perche'. Forse ero depresso)




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7 marzo 2014

Regional polls show few Ukrainians, Russians want a united, single state

 BY JAMES BELL

FT_ukraine-russia-open-bordersA pair of newly released polls conducted in Russia and Ukraine reveals that most in both countries favor the free movement of people and goods between the two nations, and relatively few support the wholesale merger of Ukraine with Russia. The current crisis in Ukraine traces its roots back to the question of whether Ukraine should align more closely with the EU or Russia.

The two surveys were conducted before pro-Russian troops seized control of Crimea. The Ukrainian poll was fielded February 8-18 by the Ilko Kucheriv Democratic Initiatives Foundation, together with the Kyiv International Institute of Sociology, and the Russian poll was conducted February 21-25 by the Levada Center. The reported margin of error for the Democratic Initiatives survey is 2.2%, compared with 3.4% for the Levada survey.

Clear majorities in Ukraine (68%) and Russia (59%) favor open borders between the countries. In Ukraine, this is the prevailing view not only in regions where Russian-speakers predominate, such as the East (72%) and South (64%), but in regions overwhelmingly populated by ethnic Ukrainians, such as the West (67%). Even among Ukrainians who want to join the EU, a 63%-majority back the free movement of goods and people between Ukraine and Russia.

FT_ukraine-russia-single-stateHowever, open borders is not the same as no borders. Fewer than one-in-five Ukrainians (12%) and Russians (16%) think the two countries should unite as a single state. Those living in Ukraine’s East (26%) and South (19%) are somewhat more enthusiastic about the idea of reuniting Ukraine and Russia, but support falls to the single digits in the country’s Center (5%) and West (1%). Similarly, a 32%-minority of Russian-speakers think the two countries should merge, compared with just 9% among Ukrainian-speakers.

At least in the days leading up to Viktor Yanukovych’s removal from office, events in Ukraine had yet to boost enthusiasm for a single Ukrainian-Russian state. In both countries, support for a unified state has remained relatively flat over the past six years. In 2008, 20% of Ukrainians backed such a move, compared with 12% today. In Russia, attitudes have changed even less: in 2008, 19% backed reunification vs. 16% today.




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14 febbraio 2014

Ma.. e' vero ?

Renzichenecchi alle porte senza elezioni (again !).   Attonito.





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28 gennaio 2014

Stephen Hawking's Blunder on Black Holes Shows Danger of Listening to Scientists

By Andy Borowitz,                     The New Yorker              

 

The article below is satire. Andy Borowitz is an American comedian and New York Times-bestselling author who satirizes the news for his column, "The Borowitz Report."

 

r. Stephen Hawking’s recent statement that the black holes he famously described do not actually exist underscores “the danger inherent in listening to scientists,” Rep. Michele Bachmann (R-Minnesota) said today.

Rep. Bachmann unleashed a blistering attack on Dr. Hawking, who earlier referred to his mistake on black holes as his “biggest blunder.”

“Actually, Dr. Hawking, our biggest blunder as a society was ever listening to people like you,” said Rep. Bachmann. “If black holes don’t exist, then other things you scientists have been trying to foist on us probably don’t either, like climate change and evolution.”

Rep. Bachmann added that all the students who were forced to learn about black holes in college should now sue Dr. Hawking for a full refund. “Fortunately for me, I did not take any science classes in college,” she said.

Bachmann’s anti-Hawking comments seemed to be gaining traction on Capitol Hill, as seen from the statement by Rep. Lamar Smith (R-Texas), Chairman of the House Science Committee, who said, “Going forward, members of the House Science Committee will do our best to avoid listening to scientists.”

 




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2 ottobre 2013

Latin Fusion

 

What's the Catholic Church going to be like in the next couples of decades ?
According to R. R. Reno[1], catholicism in America will continue becoming a moral unified, more conservative, and more counter-cultural church. It is believed that Pope Francis will open the hole in Latin America wall as John Paul II did in Europe. Yet  close to a quarter of the committed catholic core believe that a good catholic cannot dissent on core issues like contraception, abortion,  and divorce. A conservative populism of the sort Pope Francis represents might be the solution, since preaching good news to the poor when in fact it's the opiate of the masses does not work anymore. Better a direct, spiritual solidarity with the poor, as the 'Dirty War' taught.  
 

[1] First things, May 2013




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3 settembre 2013

Xie Jin

Sur le plan non des œuvres individuelles, mais de la pratique cinématographique nationale et
dans le cadre d'un cinéma de libération, la Chine fut parmi les premiers pays à faire face aux enjeux du développement du cinéma, après la victoire communiste pendant la guerre civile du 1949. Mais depuis la moitié des années soixante et pour plus d'une décennie, la révolution culturelle chinoise plongea le pays dans le chaos et fut particulièrement hostile à l'égard des artistes et des intellectuels. Les tournages arrêtèrent totalement entre 1967 et 1969 et au cours des prochaines années, les seuls films réalisés furent des ballets révolutionnaires, y compris une version dansée du
Le Détachement féminin rouge du 1971, à ne pas confondre avec le film de Xie Jin - veritable cinéaste du peuple qui savait comme véhiculer les messages politiques tout en utilisant la mise en scène - daté 1960.








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23 giugno 2013

Vertenza ontologica

Piccoli gesti e abitudini del quotidiano. Da un po' di tempo mi chiedo se, al fine di descriverli,  sia concepibile un contenitore dal quale ricavare un modello che in quanto tale possa affrancarsi dalle specificita' del caso. Un gradiente di abitudini e pensieri insomma, e se questo e' dato ne consegue  allora una distribuzione dalla quale pescare "oggetti" e proprieta', non importa il numero di dimensioni.
Bisogna pero' definire questi oggetti: innanzitutto, sono o non sono ?  Una/o per esempio si alza la mattina e si dice innamorata/o. Alla mia coinquilina ultimamente capita spesso, specie se di domenica. Quali le dinamiche? Piu' prosaico: ce la fai ?  Glielo chiedo a colazione. Non sia mai:  grandi discorsi pervasi da venature terzomondiste per poi correre alla volta di svenimenti pentecostali - interessanti tuttavia -, lasciandomi in balia dell'annosa questione: ma questo 'coffee table' qui siamo poi certi continuera' ad esistere anche senza di me? Perche' tutto quanto ho appreso dalla tradizione filosofica francese cosi' si riassume: il fine - e il fascino -  della speculazione filosofica consiste nell'ideare IL problema, poco importa quale. Ammetto di aver appreso poco ma si tratta comunque di un punto da cui partire.  Dicevo del modello e di cosa porvi dentro. Meglio: siamo certi di porvi qualcosa ? Vediamo se riesco a  cavarmela  con alcune virgolette.
Immaginiamo un universo formato da un determinato numero di punti o particelle in un spazio tridimensionale. Queste particelle sono distribuite al fine di formare oggetti, umani, animali, etc. Ogni distinta configurazione di tali particelle costituisce un 'mondo'. Il Suo, Lei che legge,  "e'" uno di questi mondi, gli altri vi somigliano piu' o meno.  Ora, assumiamo che tutti questi mondi siano sovrapposti a formare un'unica entita', un "metamondo" per dire, al cui interno tutti i mondi simili piu' o meno al Suo "esistono". In alcuni di essi, qualcuno come Lei - attenzione : una Sua perfetta copia - legge questo post, pero' alcuni atomi sono in diversa posizione percio' magari "Raven"  degli Stranglers in uno di questi mondi gira a vuoto. Sarebbe un peccato perche' Raven e' un gran disco. Siccome la posizione di una particella varia in maniera continua, allora le variazioni delle posizioni di tutte le particelle formano un continuo, quindi possiamo parlare di un "continuo di mondi" contenuto nel metamondo. Per l'esplorazione,  a Lei la scelta: puo' sparare stocasticamente un numero e porsi nella posizione e saltellare da un punto all'altro o 'camminare' e perire di determinismo. Come si intuisce sposo la prima proposta, e' piu' divertente.
Ad ogni modo occorre un utensile matematico che descriva questo continuo: una "metamateria", che nominiamo cosi' perche' formata da sovrapposizione di materia (le particelle). Possiamo pensare a una funzione d'onda per gli addetti al settore o un sostrato per romantici aristotelici o a un mare di frutta frullata come nella canzone di Bugo: tanto e' possibile che non esista (se ne discute da anni se abbia rilevanza fisica). Grazie a tale  funzione di tutti questi punti a ciascun istante t possiamo definire densita' e densita' di probabilita' di pescare a caso un mondo contenuto in un infinitesimo di metamateria. "Lei" pero' non passa da un mondo all'altro siccome abita un mondo e uno soltanto. Ci sono tanti altri mondi come Lei che pero' non sono Lei. Delle copie magari perfette che condividono le Sue abitudini e opinioni ma che non condividono la Sua "esperienza". Percio' non importa quale mondo sia il "Suo", d'altra parte nessuno potrebbe predirlo. A priori, non vale: un mondo e' reale mentre tutti gli altri sono irreali. Invece tutti sono reali e solo uno sara' reale a posteriori, quello determinato - esiste verbo piu' noioso e clericale ? -  dall'esperienza.




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16 giugno 2013

Une théorie juste

Ou, au moins,  à la recherche d'une.




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20 maggio 2013

Commento approssimativo

Dunque:  partiamo dall'assunto che dato un sistema e una sua proprieta' che si intende valutare o misurare, vi e' una qualche probabilita' che il risultato sia controintuitivo, il che e' di assoluto interesse, che si parli di dominio sociale o di fisica delle particelle. Concesso  che sia possibile approssimare una variabile sociale come punto materiale,  allora a mio modesto avviso il problema vero e' definire un criterio di convergenza che fornisca in uscita un punto di partenza alternativo a quello generalmente fornito dal senso comune.  




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27 febbraio 2013

Commento post partito

Tra tutte,  una constatazione: avete notato come i 'social networks' degli altri leaders realizzati per adescare voti come si usa per promozioni allo stadio siano spenti ? Il crinale tra l'm5s e gli 'altri' consiste proprio in questo: le elezioni non sono ne' un punto di arrivo ne' di partenza bensi' di continuita', una continuita' che necessariamente deve fare il paio ora con la realizzazione delle proposte. Molti miei amici che vivono  in Italia questa differenza non l'hanno ancora percepita ma cominciano ad accorgersi che vi e' un luogo dove strani individui ancora discutono ad elezioni avvenute. E' questa la novita', non il fatto che l'm5s sia il primo o l'ultimo partito.

Ritenete che Bersani qualora anche volesse  potrebbe mai eliminare i fondi ai partiti o alle veline/giornali di partito ? Secondo me no, ecco perche' penso non vada accordata la fiducia. E alle lusinghe presidenziali di camera o senato si risponda con un bel sorteggio dei capigruppo nella migliore tradizione situazionista. Del resto si e' detto basta ai d'Alema, non e' vero? Gli stessi che invitano alla responsabilita' che tradotto in 'onorevole' significa affidare i seggi a coloro che hanno gia' pagato 35000 euro.

Non sono morti, sono semplicemente creditori. 





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17 febbraio 2013

Il mio voto al m5s

Eliminazione dei fondi all'esercito, cosi' come ai partiti, alla stampa dei partiti, alla tav.
Tuttavia la novita' del m5s non si esaurisce nel programma che presenta pregi e difetti. Tra quelli che io considero pregi vi sono la 'rivoluzione verde' (che auspico anche antispecista) o il repulisti. Sui difetti invece siamo in piu' a consentire: il programma e' vago, per esempio sul reddito di cittadinanza nutro qualche dubbio, visto anche che in Italia etica e morale sono considerate materie o doti accademiche.

La novita' non consistera' neppure nel numero di 'grillini' o 'ingroini' che entreranno in parlamento bensi' nella capacita' di comunicazione tra quelli dentro e quelli fuori. Se questo non avverra' nel giro di un anno o due i 'grillini' diverranno o tenderanno a diventare come gli altri e a nulla servira' sostituirli dopo due mandati. Anche il sorteggio non servirebbe. La soluzione sta qui a mio avviso: il superamento dell'individualismo post ideologico e' possibile non votando e fregandosene per 5 anni ma nel valorizzare questa delega. "I care" insomma, per dirla con linguaggio dei barbari.

E siccome "I care", diffido da comunisti e sinistre sedicenti e ho votato/voto con convinzione Ingroia/m5s. Viva la rivoluzione sociale, per buona pace di Scalfari e di chi ha ridotto il giornale di Gramsci ad una velina di partito. Per buona pace del divisionismo partitocratico comunista che sugli argomenti suddetti ha taciuto e tace, nonostante disponga di scilinguagnoli alla Vendola. Lo dico e lo scrivo nel sentito rispetto per le altrui opinioni alle quali auguro un felice esito elettorale.




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9 novembre 2012

Forward !

Ho appena letto l'articolo di Bracconi su Repubblica riguardante l'innalzamento della soglia elettorale al 42.5%. In particolare, Grillo viene dipinto come populista mentre  la condotta  di Schifani non viene discussa, come se si trattasse di una cosa normale. Normale invece non e' , e  qui in America non sarebbe neppure pensabile che la seconda carica dello stato brighi, assieme agli altri partiti, per impedire l'elezione di un nuovo soggetto politico.
Io penso che Scalfari & Co. adoperino una tecnica, seppur istintiva dal momento che li ritengo in buona fede: quella dell'arroccamento progressivo per distinguersi dal nemico maleducato e populista.
Lo si evince dal trend editoriale delle ultime domeniche. Si tratta di una posizione alla quale personalmente  dedico attenzione, il problema e' che costoro non mi pare abbiano ben capito con chi hanno a che fare. Al M5S  contribuiscono persone con un elevato titolo di studio che si informano e discutono, mica dei leghisti alla borghezio, e' evidente che prima lo capiscono meglio e', siccome offendere e' inutile oltre che controproducente, lo si e' visto: favorisce Grillo.  Assai piu' importante , io paragono il M5s alla efficacia di LINUX : il programma non e' definitivamente compilato ma chiunque puo' mettere mano al codice e migliorarlo. Cosi', per fare un esempio,  digitando qualche comando posso accedere da New York al computer che ho in Italia.
Secondo me da D'Alema a Schifani queste cose (linux a parte)  le conoscono da tempo, solo non sanno che combinare. Certo un peccato, perche' se solo fossimo nel 2000 nessuno li disturberebbe. C'e' chi batte in ritirata, chi prova a indossare il vestito buono, tira una brutta aria ? No, e' cambiato proprio il clima. Repubblica (per tacer dell'Unita' che ho smesso di comprare ancor prima di smettere di votare Pd) si mostra prudente,  ritengo in questo non faccia male perche' il pericolo di una deriva populista esiste. Al contempo pero' mostra nervosismo e penso che questo sorprenda oltre che il sottoscritto anche molti lettori.
In Italia sta avvenendo una rivoluzione che inevitalbimente comporta dei rischi. Io in questa rivoluzione ci credo. Come la pratica scientifica insegna, il modo migliore per evitare errori e' quella di discutere al fine di "andare a convergenza".  




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3 aprile 2012

Festa de LaFabbrica del XXV Aprile


11 giugno 2011

Come ho votato




Già, perché in Francia avevi tempo per recarti al consolato - non mi fido della corrispondenza - sino al 9 giugno.


Legittimo impedimento. Legittimo cosa?? Ho votato si'.

Acqua 1. Anzitutto, non solo acqua. Il quesito chiede se si desiderano abrogare le "Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica", percio' anche rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas. Aspetto ben evidenziato nell'articolo 23-bis: "Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano a tutti i servizi pubblici locali". Applicato all'acqua significa che si vota pro (No) o contro (Si') il conferimento della sua gestione - depurazione, trasporto, manutenzione - a privati o a società a partecipazione mista pubblica e privata, dove quest'ultima non deve essere inferiore al 40%. Le stupidaggini come la disinformazione - a sinistra come a destra - naturalmente non mancano. Chi non vuole l'abrogazione sostiene che l'acqua resta pubblica, ed é corretto, se assumiamo il testo alla lettera.
Ma si é chiesto cosa cio' realmente comporta? Perché esistono anche sedicenti di sinistra che dicono: "ah no! inutile che ci provate a suon di slogans, non mi bevo la propaganda, ho capito tutto e voto no". In realtà si bevono l'anti-propaganda, perché gratta-gratta si intuisce in fondo che dei referendum hanno capito pochino. Ecco, a costoro proporrei di considerare la loro casa, anzi meglio, l'auto, (vuoi mettere l'italiano medio senza auto e cellulare?) la comprerebbero se gestita da un'altro? Se per andare a comprare il solito fumo in piazza dovessero chiedere le chiavi a papi? Considererebbero realmente di loro proprietà l'abitazione quando é il vicino a decidere quando é il caso o meno di aprire il rubinetto?

Ritengo che se ci fosse la dovuta informazione, il quesito acquisirebbe una rilevanza interessante, in quanto potrebbe indicare l'orientamento degli italiani nei confronti di pubblico e privato. Io sono per il pubblico ma il privato é metodologicamente sperimentabile, non mi spaventa. Di fatto pero', perché una parte preferisce il privato al pubblico? A mio avviso perché  non si é raggiunto ancora uno stadio evolutivo 'kantiano'. L'uomo da solo non intende un indirizzo etico, lo devi mettere in competizione, comme ça marche, per il momento e alla meno peggio. Ma verrà un giorno(?). Eppure l'antidoto ci sarebbe: il controllo,
 non dall'alto ma dal basso. Se crei uno sportello puoi aprire uno spazio in rete dove gli utenti che si registrano ne giudicano l'operato, che bisogno ci sarebbe a questo punto del privato?

Se dovesse pero' vincere il si', come la mettiamo con la normativa europea? (In merito non sono ancora riuscito a capire) E come la mettiamo con la 'nuova autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche'?  Cio' nonostante, ho votato si'.


Acqua 2. Il quesito intende abrogare una parte del comma 1 dell'articolo 154, "l'adeguatezza della remunerazione del capitale investito". D'accordo, ma come sarà allora rimodellata la parte in cui si legge "in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento"? Curiosità: in quale comma o articolo  sta scritto che il tetto massimo di remunerazione é fissato al 7% ?

A mio giudizio il problema qui é un altro e riguarda entrambi i referendum 'sull'acqua'. Prima infatti esistevano le 'agenzie di ambito territoriale ottimale' il cui compito era di decidere quali e quanti investimenti effettuare oltre che controllarne la realizzazione. Ora la palla é passata alla 'nuova autorità nazionale di vigilanza sulle risorse idriche' ma quali sono i suoi ambiti territoriali? Insomma la richiesta referendaria é troppo vaga, almeno quanto il comma che investe: non ho votato.


Nucleare. Sono un convinto assertore delle energie rinnovabili e ritengo che appoggiare questo tipo di nucleare sia pura miopia. Al contempo pero' é sbagliato dire che da sole possano soddisfare l'occorrente energetico, almeno per le conoscenze attuali e senza passare ad una fiscalità 'verde'. Non sono d'accordo con chi rivendica il referendum del '87, auspico invece che ve ne sia un altro tra 20 anni, perché la ricerca va sostenuta e puo' dar corso a novità, vedi mai scorie pulite o ancor meglio... la fusione fredda. Prendi due atomi di deuterio e li fai incontrare a dare un atomo di elio, pulitissimo. Vent'anni fa si scopri' che sfruttando un principio noto in fisica quantistica col nome di coerenza é possibile, raggiungendo temperatura e densità determinate, infrangere la repulsione tra i due atomi, tutto all'interno di una semplice matrice al palladio. In seguito a Milano come all'ENEA di Frascati gli esperimenti ebbero successo, col solo problema legato alla riproducibilità, tuttavia Rubbia nel 2002 ignoro' i risultati della commissione sulla fusione fredda da lui stesso creata e da allora non ne volle piu' sapere. Mistero? Io ho un'opinione in serbo: anche per questo ho votato si'.    




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31 maggio 2011

Con tutto il quorum

'San Tommaso is back'. E' il nome della bella iniziativa promossa su facebook (www.facebook.com/santommasoisback) al fine di boicottare il boicottaggio del referendum del 12-13 giugno. In pratica organizzi una sbicchierata o un concerto gratuito per chi ha votato (biglietto d'ingresso: tessera elettorale) e puoi publicizzare l'evento in rete, a Rivolta si potrebbe benissimo promuovere qualcosa all'ARCI con dei gruppi locali, con SEL e PRC che ora hanno davvero l'occasione di mostrare il loro amore per la politica - del resto abbiamo visto  che  a Rivolta   l'amore vince sempre -, non solo chiacchiere e distintivo, insomma non se ne possono stare con le mani in mano proprio ora, anzi, NESSUNO PUO' STARSENE CON LE MANI IN MANO PROPRIO ORA, immagino che i soldi siano pochini, quindi bisogna ricorrere all'autofinanziamento,
io ci sono, basta una piccolo contributo ciascuno, anche tu giovane alternativo pensaci: una riga di coca in meno oggi e eviti di restare a bocca asciutta domani, se Melini si impegna almeno come ha fatto prima delle elezioni prometto solennemente di votare lui e partito al prossimo giro (ammesso che non abbia già ricoperto il ruolo di assessore o consigliere per due mandati).
Partiti e associazioni possono fare altro: per esempio cercare ristoranti e postriboli disposti a praticare uno sconto per chi vota, dai su un po' di fantasia, é giunto il momento della 'rivolta delle Idee'.  Mi stanno bene anche i cuori, non c'é problema, i temi dei quesiti come la valenza politica di questo referendum sono troppo, troppo importanti.

SE NON ORA QUANDO?   Alle prossime elezioni?
 




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8 maggio 2011

Insisto sul partitismo

 "..Anche altri esponenti del partito hanno manifestato piena adesione all'invito di Napolitano secondo dialettiche di corrente che fanno parte della fisiologia dei partiti, anche se i partiti attuali somigliano più a gusci vuoti che a strumenti di comunicazione tra la società e le istituzioni. Questo è e sarà il vero tema per tutti, a sinistra, al centro e a destra: come rifondare i partiti in una società "liquida" come quella attuale.''



Eugenio Scalfari, La Repubblica, 8 maggio 2011




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4 maggio 2011

In risposta a tutto ciò che è stato detto negli ultimi articoli (e relativi commenti)



di Romolo Dell’Angelo
RIVOLTA DELLE IDEE


IN MERITO A “noi Rivoltiamo, e tu?”

1. Concordo pienamente sul fatto che Rivoltiamo è una pugnalata a tutti coloro che si sentono realmente legati a dei valori di centrosinistra.
La situazione è però più grave di quel che tu, caro David, presenti. Infatti oltre alle solite facce della politica locale di apparente appartenenza al Pd (Carera, Calvi, Cirtoli, Palella), si uniscono nella loro lista gente come Corsini che era nel direttivo del Movimento Sociale Italiano (capisci?) e gente come la Nava di dichiarata appartenenza politica alla Lega Nord.
Poi leggi sull’organo di stampa ufficiale del Pd (ovvero Verdeblu, un giornalaccio oramai…) che siamo noi di sinistra che non abbiamo fatto l’accordo di lista solo per una questione di poltrone.
Pura vigliaccheria. Rosolino Mondonico su questo si vergogni.
2. SULLA QUESTIONE DELLE DEGNE RAPPRESENTANZE.
Condivido pienamente che un’amministrazione di centrosinistra sia sensibile a tutte quelle categorie che spesso vengono utilizzate solo per fini utilitaristici.
Sugli OPERAI noi di RIVOLTA DELLE IDEE abbiamo mandato comunicato alle RSU delle aziende locali per presentare il nostro programma. Al posto di mettere tabelloni luminosi nel centro storico noi di RIVOLTA DELLE IDEE garantiremo un fondo per le famiglie colpite dalla crisi economica o dall’eventuale perdita del posto di lavoro.
Sui MIGRANTI io personalmente insieme a Marco li abbiamo incontrati ed invitati diverse volte. I migranti a Rivolta sono circa il 10% della popolazione. Circa 500 persone. Di queste solo poche unità hanno la tessera elettorale e si presentano alle urne. Capisci che in campagna elettorale puntare sui migranti è controproducente. Però, siccome noi non abbiamo timore delle urne e crediamo in un percorso che continui anche dopo le elezioni, abbiamo realizzato serate con la loro presenza, prendendo nota delle numerose difficoltà nel vivere in un paese come il nostro.
Attiveremo sicuramente una CONSULTA DEI MIGRANTI dove parteciperanno rappresentanti di tutte le culture presenti sul nostro territorio.
3. Sulle questioni delle DROGHE.
Lavoro in una comunità terapeutica di prima accoglienza per dipendenze (droghe e alcolismo). Penso che il discorso richieda ampio spazio e analisi approfondite.
Ovvio che tutti abbiamo fatto le nostre esperienze. Alcuni hanno fatto il salto della quaglia e hanno cambiato i loro valori. Il tuo esempio su Cassani è del tutto calzante. Da giovanissimo si professava estremista di destra, poi nell’arco di pochi mesi è diventato comunista (effetto giovani rivoltani e moda…). E’ rimasto comunista per alcuni anni, poi Italia dei Valori. Adesso progetto politico trasversale (come a loro piace definire) dove all’interno c’è dentro di tutto…
4. Concordo con te sulla questione di Giorgio. Anche io ho fatto fatica a vedere dei giovani validi abbracciare un progetto del genere con gente del genere. Però come ci siamo detti le persone cambiano e con essi anche i valori.
5. Non capisco la tua conclusione. Detto questo non mi voterai anche se in passato hai votato un po’ di tutto. Quindi che significa? Mi auguro di non essere paragonato al di sotto delle capacità politiche della Mondonico….

Grazie.

IN MERITO A “noi Rivoltiamo, e tu?” COMMENTI.

COMMENTO DI GIORGIO (NUMERO 2)

1. A mio avviso non c’è argomento che possa morire ancora prima di nascere, in particolar modo se si sta facendo politica.
2. Rivoltiamo non è una lista rivoluzionaria. Mai messo in discussione. In Rivoltiamo vi sono soggetti nuovi e giovani uniti a persone che hanno un curriculum datato. Secondo me tutto ciò non basta. Una lista deve per sua natura avere dei principi comuni che non siano solo programmatici prima della richiesta del voto. Ci sono dei valori che nei membri di una lista devono essere ben saldi. In alternativa quando si viene eletti si rischia di litigare internamente al gruppo. Sempre che le poltrone non facciano rinnegare anche il proprio credo.
3. Per il giornale Rivoltiamo buona idea. Spero di potere continuare a leggerlo anche dopo le elezioni.

COMMENTO DI DAVID (NUMERO 4)

1. Sui nullatenenti, migranti, etc… ti ho già risposto prima. La nostra lista rispecchia la volontà anche nei nomi di mettere in consiglio comunale gente semplice con dei spiccati valori etici. Non c’è gente che ha interessi industriali, non vi sono persone che hanno fatto accordi con coloro che hanno devastato il nostro territorio. C’è gente pronta e capace di mettersi a servizio del cittadino, di tutelare la loro salute e di programmare una nuova Rivolta con la collaborazione di tutti.
2. Il discorso della coltivazione libera e antiproibizionismo non è sicuramente un discorso tabù. In vari momenti su LaFabbrica è stato affrontato il discorso. Su una campagna elettorale di piccolo paese come Rivolta il tema non è da discutere, anche perché dipeso da politiche sbagliate del nostro amato governo centrale.
3. Porre il limite di mandato è una cosa per la quale mi trovi pienamente d’accordo. Però anche in questo caso vi sono delle leggi statali che regolamentano la tematica.


SULL’ARTICOLO “SULLA RIVOLTA DELLE IDEE”

1. Su Rivoltiamo mi sono espresso più volte e non ne voglio neanche parlare troppo per evitare di dare importanza ad un progetto senza senso. Una luna di miele con cuori, palloncini e sorrisi stampati che si concluderà entro breve. Sono pronto a mettere sul piatto quello che volete.
2. Su RIVOLTA DELLE IDEE nei programmi.
? Per Servizi si intende tutto ciò che è necessario al cittadino e la pubblica amministrazione non riesce (o non vuole) risolvere. Noi proponiamo: 1) ASILO, necessario per una Rivolta in forte espansione. Sono molti i bambini che non vengono accettati per sovrannumero. Dove? Fra le due scuole. Quando? Subito se andremo al governo. Con quali soldi? O con un mutuo nel rispetto del patto di stabilità del Comune (che per Rivolta è alto!) o con gli oneri di urbanizzazione che entreranno nelle casse comunali dopo la svendita del territorio di questa amministrazione.
2) SPORTELLO INFERMIERISTICO dopo che è cambiata dal 1 aprile la legge sull’assistenza privata diventa doveroso porsi il problema. Noi lo faremo al centro sociale e gratuitamente persone anziane o malate potranno ricevere cure infermieristiche. 3) Rete wi-fi su tutto il territorio comunale. Costa poco e rende efficace un servizio di indubbia importanza.
Poi per tutto il resto devo inviarti il nostro programma e il nostro giornale… (ti pare che io non lo facessi??). Non è Rivoltiamo… fidati!!
? Non sono esperto di fotovoltaico da un punto di vista tecnico. Si vuole comunque incentivare sia il privato sia il pubblico. Il privato nell’essere in condizione di poter conoscere e scegliere come investire, il pubblico si partirà dagli edifici di proprietà comunale. Comunque sarebbe già importante nel nostro territorio far partire una seria campagna di sensibilizzazione. Nella nostra lista c’è Fabio che se ne intende… è il suo lavoro…
? Sui migranti non aggiungo altro. Se fossi stato a Rivolta in questi periodi te ne saresti accorto solo per le iniziative pubbliche organizzate anche con ottima presenza di cittadini stranieri.


Detto questo l’unica speranza per il centrosinistra rivoltano è votare in massa RIVOLTA DELLE IDEE. Un percorso politico difficile perché non abbiamo avuto a disposizione i mezzi del Pd (Rivoltiamo) e della Lista per Rivolta (Lega e Pdl).
Un percorso politico doveroso in una Rivolta dove si sono alternate amministrazioni di centrodestra e centrosinistra procurando al territorio lo stesso scempio di distruzione e cementificazione per l’interesse privato.
Doveroso perché come dici tu non se né può più delle solite facce che siedono dietro alle poltrone del consiglio comunale da 15/20 anni!!
I cambiamenti devono essere netti se c’è la volontà.


1 maggio 2011

Sulla rivolta delle idee

It's that simple, propone Giorgio, principio base della politica é convincere gli elettori delle proprie idee. Io non condivido uno spettro d'interesse politico a singulto con 'sob' poco credibili a ridosso delle elezioni; d'altra parte, concedendo un generoso cambio di veduta, lui ha ragione nel ritenere logico il ricorso a mezzo stampa. Percio' gli rispondo che I see your angle  ma siccome questa é anche e soprattutto la visione politica del puttaniere - e sappiamo bene che lui in quanto a convincere non ha rivali -, reputo importanti due considerazioni.

Primo. Mi chiedo fino a che punto sia lecito persuadere. E qui una lenzuolata del kollo davvero non basterebbe, per quanto quel lecito sia tutto soggettivo.
Giusto per fare un esempio, io non ci metto né uno né due a ritenere demagogico un manifesto come quello di 'rivoltiamo', perché non vi é bisogno alcuno di vilipendere l'intelligenza dell'elettore dipingendo un san valentino elettorale dove siamo tutti innamorati l'uno dell'altra, cuori e gonne fucsia, chissa' di questo passo alla prossima tornata.., va beh sono un discolo malizioso ma non bastava un poster con i soliti visi pallidi e sotto, al solito, 'a volte ritornano'?; al contempo non sono d'accordo con chi ritiene Grillo un populista, guarda un po' e fine dell'esempio.
Questo per tacer dei mezzi: vogliamo parlare dei finanziamenti privati a uso elettorale? E i rimborsi elettorali? Qui proprio non me ne esco.. mi arrendo e invoco il soccorso del nostro filosofo transalpino per mettere un po' d'ordine.

Secondo. Se accettiamo il paradigma 'che bella la politica sotto elezioni' allora automaticamente si impone una lettura scrupolosa dei contenuti proposti dai partiti, ammesso che si voglia ancora distinguere lo zoppo. Sventurato insomma colui che vota a cazzo, e noi con lui, evidentemente.

Percio' sono andato sul sito di 'rivolta delle idee'(www.rivoltadelleidee.it) e ho letto tutto quanto c'era da leggere, non molto devo dire, giusto il tempo di una birra, poi ho guardato il video su youtube, da sottofondo 'call me' dei Blondie che qui fa un po' servizio in camera. Sito dal corredo sobrio e comunque nulla che echeggi avanguardismo russo.

Contenuti. In generale ho trovato molto poco di quello che speravo di trovare, sul resto poche sorprese. Attenendomi comunque a quanto riportato nel sito, credo sarebbe opportuno fornire qualche elemento in piu' in merito ai seguenti punti, perché mi pare siano lasciati un po li':
 
- una delle priorita' é ricostruire un sistema di servizi, fantastico, ma nel pratico cosa s'intende realizzare?
- fotovoltaico: incentivare come? privato o pubblico? dove reperire i soldi(giusto per essere sicuri che si fara')?
- come si vuole controllare l'operato del consiglio comunale? telecamerina come Grillo? Sottoscriverei 
- una prorità a mio avviso sarebbe un luogo dove gli immigrati possano ritrovarsi, come per pregare, perché é dura vivere in un paese straniero con una cultura e una religione diverse, certo finché non metti il naso fuori dal paese hai difficolta' a comprenderlo, certo non me l'aspetto da un paese a tradizione fascista
- nel video: troppi 'attiveremo' all'inizio(ok, ma come?), interessante e articolato l'intervento sull'agricoltura
- sul 'mandato breve' non vi é nulla, uhm.. la cosa puzza. Marco, perché sul punto distingui tra politica locale e nazionale? Ti senti attratto par le moustache?

Pièce de résistance: accesso libero alla rete e punti di distribuzione. Qualora intendeste discutere anche degli altri temi vi prego fate un fischio.

 Auguri e buon primo maggio !
 




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25 aprile 2011

In risposta a : 'noi rivoltiamo e tu?'



Io no, grazie. Fate voi, perché quel cuore nel manifesto é un cazzotto in un occhio e il 'tutti insieme appassionatamente' in salsa Pd risulta indigesto. Ma scusate.  Poniamo per assurdo che decida di votare per Calvi, che mi autoconvinca, almeno mi si vuole usare la cortesia di evitare le denominazioni certificate e controllate tipo  'lista civica' ?  O pensate che gli elettori non sappiano leggere? Cioé uno pensa: ah che bello, una lista civica! Corriamo a votarla!  ..e poi  legge in lista i soliti nomi.

 Posso capire i diretti interessati.  Perché quando torni a Rivolta hai una certezza: l'abbarbicato settebello della 'sinistra' rivoltana é sempre pronto a scendere in campo, inossidabile, irremovibile. Non se ne vanno piu', pure loro. E cosa c'é che non va?  Non va il fatto che se conveniamo sull'alternativa democratica tra destra e sinistra, allora lo stesso principio dovrebbe valere all'interno di un partito o area politica , se poi cambia nome  definendosi lista civica  poco importa. Questo al fine di rendere minima la possibilita' d'attrito tra eletto e interesse personale, la questione quindi piu' che etica é funzionale. Un servizio temporaneo reso alla collettivita', due mandati per dire, poi avanti il prossimo. Altrimenti é troppo semplice ritenere che siano li' per il doppio stipendio, altrimenti D'Alema, Berlusconi, Fassino vanno bene dove stanno, altrimenti vai di rinocerontite che é un piacere.

 Posso capire seppure meno i nuovi giovani - in lista e non - che invitano a rivoltare votando gli stessi  in attesa magari di prenderne il posto. Quindi futuri vecchi.   Una 'rivolta' all'insegna del solito localismo borghese, perché da quella parte politica leggerei con piacere di un slancio, chesso', liberale, liberista persino, se non fosse che  'sti giovani non rispondono neppure se incalzati, se non fosse che rossi e neri sono tutti uguali, guelfi e ghibellini.

Anche gli immigrati hanno diritto alla rappresentanza, anche gli operai, e non sempre e solo i soliti dottori e ingegneri, eccolo il punto di distinzione, eccolo un crinale. E' ai giovani e al Pc che mi rivolgo. Se proprio non riusciamo ad immaginare altre forme di rappresentanza, di comunitarismo, se proprio non riusciamo ad immaginare tout court, allora vorrei leggere per una volta su quelle liste al posto di un Carera, Abdullah vattelapesca, con rispetto per entrambi. E il ruolo del sindaco inteso come lo si dovrebbe intendere: un semplice dipendente al nostro servizio.

Giovani in rivolta per la scuola materna, un nuovo connubio. Una priorità si legge, sulla droga invece niente. Eppure la droga per molti giovani rivoltani resta una priorità. Prendiamo Paolo Cassani, il kenzo, uno che il giovane lo sa fare. In passato ho piacevolmente discusso con lui su sintesi e coltivazione, Albert Hofmann e viaggi lisergici, stampa alternativa, nulla di nuovo insomma. Ora mi pare invece che sull'argomento non spenda una parola, mi chiedo perché. Entrambi sappiamo che é stupido, profondamente stupido pagare la mafia per qualcosa che puoi coltivare liberamente. Tanti giovani lo sanno, a cominciare dalle associazioni culturali-giovani che in quanto a droghe non mi pare si siano mai tirati indietro. Il partito comunista lo sa. I carabinieri sono troppo intelligenti per non saperlo. Allora perché non denunciarlo? Perché non cominciare un'opera di sensibilizzazione durante questi mesi, una rivolta quindi, lasciando che i nostri si votino tra loro. Detto altrimenti: giovani, cosa vogliamo rivoltare se a 20, 25 o 30 anni e passa compriamo ancora il fumo di nascosto? Siamo già vecchi, perché aneliamo le loro sicurezze.

Invece non capisco Giorgio. No dai, non resisto: a proposito di fumo. Scusa Giorgio, permettimi una domanda: perché vuoi vendere anche tu  per nuova una proposta che nuova non é? Giornale compreso: a che serve stampare quattro numeri giusto prima delle elezioni?  Attirare voti come biglietti allo stadio?

 A questo punto mi pare corretto non votare per mio fratello e la lista nella quale milita. Semplicemente non votero', per quel che puo' contare, nonostante in passato abbia votato per  Mondonico, nonostante in passato abbia votato Pd, nonostante forse sia "schifosamente,  disperatamente di sinistra", per parafrasare la Bolkan  di un noto film.




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6 febbraio 2011

Sui diritti, l'esempio francese

Sempre per la serie: a che servono i partiti?



'Pour un autre partage des richesses'. Una formula ormai ricorrente nelle omelie del PS, PCF, le parti de gauche e le NPA -il partito anticapitalista- francesi. 
Gli adepti di questa 'redistribuzione' s'indignano verbalmente dell'ingiusta ripartizione del valore aggiunto e invitano i potenti all'autolimitazione, all'autoregolazione, alla moralizzazione.

Capire come sarebbe interessante, nel frattempo una domanda: il 'grido di dolore'  - per usare la definizione di Durkheim - delle masse lavoratrici preconizzava questo come alternativa globale ad una societa'  capitalista e clerico-reazionaria?  No, davvero non mi pare. Il socialismo prevede l'esproprio del capitale e la restituzione ai lavoratori, nulla a che vedere con una qualsiasi proposta redistributiva.
D'altra parte anche in un'ottica di liberalismo 'razionale', il capitale resta pur sempre legato alla speculazione finanziaria che a sua volta si nutre della diminuzione continua del costo del lavoro, come conseguenza della perdita dei diritti da parte dei lavoratori.
 E' la logica di sistema, ditemi se non e' cosi'. Perche' si puo' accettare o meno  l'economia di mercato, tuttavia non si puo' blaterare di economia di mercato 'sociale' - questa chimera del capitalismo 'dal volto umano'- come fa il Pd nostrano, sono fesserie. La sinistra francese si distingue in quanto le e' interdetto parlare di economia di mercato  - corrente rocardiana a parte, si pensi al disastro Jospin alle presidenziali '02 -, comunque la questione e' meramente riformulata. Nel frasario politico 'expropriation' cambia per 'nationalisation', lasciando libero corso al ritmato logorio dei diritti.

Cosi' fino al 2008 - 2010 per la funzione pubblica - i sindacati francesi beneficiavano del 'diritto incontestabile alla rappresentativita' - , in base alla nuova legge (article L.2142-1-1 du Code du travail) da quest'anno tale rappresentativita' trovera' fondamento giuridico solo qualora si dovesse superare lo sbarramento del 10%  alle  elezioni di categoria. Altrimenti un sindacato non potra' chiamare allo sciopero, perche' assentarsi dal posto di lavoro sara' considerato illegale. Con la benedizione dei partiti di sinistra cosi' come della CGT - la CGIL francese - che naturalmente ci guadagnera'. In linea con quanto avviene in Europa, in Italia la 'Bassanini' del '97 e l'ultimo referendum fiat.
Delega e controllo garantiti allo stesso tempo, non importa la disaffezione se si consolidano le posizioni di potere, vivendo di politica e non per la politica.

Un altro esempio: le famose 35 ore. Martine Aubry, segretario in carica del Partito socialista, le introdusse grazie ad una contropartita: la flessibilita'. In sostanza si propose: lavoriamo meno ma insomma, datori di lavoro e dipendenti, venitevi incontro. Curiosamente i primi non si opposero e sai perche'? Si distinse tra piano nazionale e aziendale, con il risultato che  a menare la danza sono sempre gli stessi.    




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19 gennaio 2011

A Rivolta d’Adda una lista civica di sinistra per le prossime elezioni amministrative!!

MERCOLEDI 26 GENNAIO ore 21.00 presso il circolo Arci “Il Sole” di via Garibaldi 8, assemblea fondativa della lista


 

Tutti coloro che ne condividono i principi e valori sono invitati a partecipare.


 


 

PREMESSA:


 

Considerato che per le prossime elezioni amministrative a Rivolta vi saranno tre liste, delle quali una della Lega Nord, una del Pdl e una “trasversale” dal nome Rivoltiamo, diventa necessario organizzare un movimento o lista che forte dei propri valori storici e lungimirante nelle necessità delle quali Rivolta d’Adda ha bisogno dia una seria alternativa ai vari programmi di governo locali che si sono susseguiti nelle ultime amministrazioni.

Gli ultimi governi locali hanno pensato più alla sterile battaglia politica da palazzo rispetto all’essere realmente in ascolto rispetto alle esigenze dei cittadini rivoltani.

Nel frattempo altre persone quali il sottoscritto o Mino Melini hanno cercato senza logiche di potere di creare aggregazione, movimento giovanile, voglia di condividere esperienze nella nostra Rivolta.

Sono nate organizzazioni quali l’Arciragazzi, LaFabbrica e Ildebranda che hanno rappresentato il momento più fiorente dell’associazionismo giovanile rivoltano che mia memoria ricordi.

Ora con lo stesso spirito vogliamo metterci in gioco con voi per creare veramente una nuova Rivolta, che parta dall’ascolto delle esigenze dei cittadini e non dagli interessi economici dei soliti imprenditori.


 

DIBATTITO E CONFRONTO A “SINISTRA”


 

Nonostante tutto quello che è stato riportato sulla stampa locale negli ultimi mesi e nonostante i diversi incontri avvenuti per cercare una mediazione politica e di unire tutte le anime del cosiddetto centrosinistra, penso che il tempo speso sia stato del tutto inutile e deleterio ad entrambe le parti.

Questo semplicemente perché chi dirige la lista denominata Rivoltiamo ha deciso di dare un netto taglio con i valori del centrosinistra e anche i pochi presenti che si identificano nel Pd hanno scelto una politica volta alla trasversalità, ovvero a creare un gruppo dove al suo interno vi siano persone provenienti da tutte le direzioni politiche.

Una lista che si unisce sotto “l’amore” per Rivolta, una lista che rinnega i partiti ma vedrà al suo interno (in caso di loro vittoria) una giunta comunale formata per il 75% da esponenti del Partito Democratico con assessori già visti (e provati...) nell'Amministrazione Mondonico del 2001.

Quindi per noi diventa necessario reagire mettendo in campo una lista civica di centrosinistra che sia realmente degna del suo nome, sia nei soggetti (reali facce nuove per la politica locale!!) sia nei punti programmatici per il paese.


 

ALCUNI PUNTI PROGRAMMATICI DELLA FUTURA LISTA A ME CARI...


 

-- Investire sulla tutela dell’ambiente.

a) Ridurre il pm10 aumentando le aree verdi presenti sul territorio locale.

b) Bloccare l’edificazione selvaggia di aree industriali che portano inquinamento, mezzi pesanti anche su strade locali ed interessi economici dei soliti pochi industriali (a volte neanche residenti in paese).

c) Impedire la realizzazione di un centro commerciale a nord del paese, migliorando invece le numerose realtà artigianali e commerciali già presenti nel centro storico.

d) Realizzare piste ciclabili sicure che disincentivino il cittadino all’utilizzo della macchina per recarsi in paese e rivalorizzino le numerose aree verdi esterne al paese.

e) Investire nelle energie rinnovabili. Realizzare pannelli fotovoltaici per gli edifici di pubblica amministrazione, scuole, asilo.


 

--Investire sui giovani, cultura, associazionismo

a) Dare incondizionata possibilità alle associazioni presenti sul territorio cittadino di esprimere e realizzare le proprie attività con un serio ed imparziale sostegno da parte dell’Amministrazione Comunale.

b) Creare un’area feste che sia luogo di incontro e condivisione delle numerose realtà associazionistiche presenti sul territorio. Un progetto che non ha molti costi per l’ente comunale ma necessita di una forte volontà politica per realizzarlo.

c) Incentivare iniziative di promozione culturale proposte dai giovani.


 

--Creare una società dell’accoglienza e del confronto interculturale

a) Il 10% della popolazione residente a Rivolta è formata da cittadini provenienti da altre nazionalità. Queste persone portano produttività e fanno parte dell’economia locale ma non hanno alcuna rappresentanza all’interno della vita amministrativa del paese. Per questo si vuole creare una Consulta dei Migranti dove cittadini provenienti da diverse nazionalità si incontrino per confrontarsi, dialogare, creare eventi.

IL DIALOGO INTERCULTURALE è il migliore strumento per creare SICUREZZA e per abbattere i PREGIUDIZI che nascono quando non conosce il proprio vicino di casa.


 

--Servizi sociali e edilizia popolare

a) Investire sulle fasce sociali più bisognose rafforzando i servizi alla persona.

b) Creare un fondo comunale per le famiglie rivoltane colpite dalla crisi economica.

c) Realizzare alloggi di edilizia economico popolare per le giovani coppie con costi calmierati in base alle fasce di reddito.


 

Questi sono solo quattro ambiti dei numerosi punti che saranno discussi e analizzati dalla nascente lista perché sono più vicini alla mia sensibilità politica e umana.

Con la collaborazione e le competenze degli altri partecipanti alla lista stiamo creando un progetto che può veramente rinnovare Rivolta partendo dal basso, dai cittadini.


 

(i punti programmatici continueranno nelle prossime pubblicazioni...)


 

NOME DELLA LISTA


 

Sarà ufficialmente deciso nell’incontro di MERCOLEDI 26 GENNAIO 2011 alle ore 21.00 presso il circolo Arci il Sole di via Garibaldi, 8.

Per ora vi sono due proposte ufficiali: “IDEE DI RIVOLTA” e “RIVOLTA DELLE IDEE”.

Possono ovviamente ancora arrivare suggerimenti, nuovi nominativi e analisi sul nome.


 


 

CANDIDATO SINDACO E COSTITUENTE LISTA:


 

Sarà deciso e ufficializzato il candidato sindaco della lista sempre nella serata di MERCOLEDI 26 GENNAIO.

Personalmente mi auguro che tale ruolo possa essere affidato a MINO MELINI per numerose ragioni che rimando in sede di assemblea.

Per i candidati in lista (fra i 9 e i 13) alcuni hanno dato già la loro disponibilità. Sempre mercoledì valuteremo come comporre la squadra.


 

PER QUALSIASI INFORMAZIONE CONTATTATECI VIA MAIL A prcrivolta@libero.it


 

Vi aspettiamo numerosi mercoledì!!


 

Romolo Dell'Angelo


 


11 gennaio 2011

Sul partitismo




Su un punto credo conveniamo. Le elezioni - comunali, regionali o nazionali che siano - costituiscono il massimo momento della non-partecipazione, in quanto prevedono la delega di potere.
 Corollario personale: puo' essere che il vero qualunquista sia colui che accetta di delegare. Sul resto vi e' un sostanziale disaccordo, il che come al solito rende la discussione piacevole.
 Non mi pare come dice Romolo che aderire alla sinistra radicale attuale sia meglio che votare Pd, dove sono le differenze? Forse nel numero delle tesi congressuali(sempre piu' vicino al numero dei
 partecipanti)? Facciamo poi finta che il voto in Italia abbia un senso, perche' ormai ti trattano da rimbambito. Tu voti il partito e il partito sceglie il nome per te, delega della delega.
 A questo punto qualcuno scelga per me anche il partito in base a cosa mangio e facciamo prima. Stando cosi' le cose, desta almeno meraviglia leggere riguardo al 'ruolo complementare - ma
 secondario - delle primarie rispetto al partito'. Come a dire: che ti impicci tu di politica che tanto non ne capisci nulla, lascia fare al partito-intellettuale intelligente per definizione.
 A meno che non si  sia persa del tutto l'abitudine a capire, evitiamo l'alienazione totale in modo da ricordare almeno cosa questa parola significhi.

 E' forse vero  che le primarie possono risultare non solo inefficaci ma addirittura controproducenti, come indicato da Sartori in un editoriale di  una settimana fa. Infatti potrebbero avere il vizio di favorire gli esponenti radicali, in virtu' del legame tra passione politica e radicalismo. Supponiamo le vinca Vendola - che a me piace -, sarebbe poi in grado di battere la destra considerato il voto moderato?

 Infine si tende a voler distinguere il partito dal suo fine: il potere. E Rivolta non fa eccezione dato l'inconsueto ma puntuale affaccendarsi a sinistra. Da qualche parte ho letto: 'ah bello il nome Idee per Rivolta, fa rivoluzionario'. Che tristezza.




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10 gennaio 2011

Il ruolo dei Partiti nella politica locale di oggi

di Marco Saraceno
Lo ringrazio e pubblico integralmente.


Tempo fa, su questo stesso blog e sul giornale che all’epoca lo accompagnava, si dedicò un’ampia discussione al concetto di partito. Quel glorioso numero monografico de La Fabbrica fu uno delle ultime uscite del periodico culturale. In quei brevi articoli non si possono certamente ritrovare grandi conclusioni teoriche, ma in quei testi si respirava uno spirito genealogico che aveva il merito d’analizzare la questione del partito “al di là del bene e del male”.

Il numero monografico offriva differenti punti di vista, ma non si applicava a mistificare (o esaltare) l’istituzione partitica, ma solamente a “riattivare” la vita del termine. Eppure, ci si trovava di fronte ad un aspro conflitto politico che stava contrapponendo differenti partiti (nuovi e vecchi), conflitto che avrebbe avuto un forte impatto anche sulle sorti del giornale stesso.

Con piacevole stupore, al mio ritorno alla vita tecnologica, ho ritrovato alcuni articoli pubblicati su questo blog sulla questione delle elezioni amministrative di Rivolta d’Adda, ed in particolare sulla contrapposizione tra due liste: una civica e una proposta da Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà. Prima di spiegare in che modo tale dibattito sia in relazione con l’ormai vecchio numero monografico de La Fabbrica, debbo precisare la mia distanza dai fatti rivoltani e la mia ignoranza sulle dinamiche che hanno caratterizzato il dibattito tra le due liste. Per il momento le mie conoscenze si limitano: agli interventi su questo blog; a delle brevissime discussioni avute durante le vacanze di Natale con alcuni dei protagonisti delle due liste; al giornale on-line Rivoltiamo; ad alcuni articoli di stampa locale.

A partire da queste poche fonti, mi è sembrato di afferrare che uno dei punti focali della divisione e del dibattito tra le due liste sia principalmente il ruolo dei partiti nella politica locale e, più in generale, il ruolo dei partiti nella politica post-ideologica. Per tale ragione sono andato a riguardare quel lontano dibattito ospitato dalle pagine de La Fabbrica. Nonostante molti degli autori di quel numero de La Fabbrica militino oggi nelle due liste, mi sembra che quel giornale di tre anni fa offra un dibattito molto più maturo di quello che ho potuto osservare a proposito dell’elezioni amministrative.

Devo essere sincero, è soprattutto il giornale Rivoltiamo che più mi ha scioccato nei suoi contenuti e principalmente nella sua retorica antipartitica. Attenzione, nel dibattito di tre anni fa sul giornale La Fabbrica, rappresentai forse la voce più antipartitocratica, ma la banalizzazione della questione compiuta dal giornale Rivoltiamo, richiede una serie di precisazioni. Quel che più sorprende nella retorica di alcuni interventi apparsi su Rivoltiamo è la sovrapposizione dei piani storicista e essenzialista nell’analisi della “questione partito”, errore che La Fabbrica si era premurata di non compiere. Il lavoro di “terminologia filosofica” che La Fabbrica aveva cominciato con l’intento genealogico, Rivoltiamo sembra dimenticarlo, utilizzando “partito” come termine-valigia da riempire con i mali della politica ideologica.

La retorica che guida il testo di Rivoltiamo è evidente: il gruppo si propone di riattivare la politica al di là delle divisioni partitiche per rimetterne in moto una certa “spontaneità”. Nobile intento, da me per altro sostenuto, ma che nella sua applicazione pratica diventa un mostro peggiore di un partito: una “lista trasversale”. Cerchiamo di capirci: i partiti non sono una polizia politica che controlla le libere idee individui, ma sono una delle espressioni storiche della partecipazione politica. Keynes in Am I a Liberal ? si spinge fino a postulare una naturalità dei partiti, dichiarando che “se si nasce animali politici, non appartenere a un partito è alquanto sgradevole”. La lettura dell’economista inglese è probabilmente esageratamente ontologizzante, ma ci permette di capire che il partito, oltre ad essere un organizzazione gerarchica e istituzionale, rappresenta il luogo di realizzazioni di propri istinti sociali e per questo è l’ambiente naturale dello Zoon Politikon di Aristotele. Certo, la tradizione anglosassone è ben lontana dalla realizzazione giacobina del partito politico di marca 1789, eppure, il partito resta nella sua definizione stessa, “prender parte”, il luogo di aggregazione di interessi, particolari o universali che siano. Nel sistema di rappresentanza il partito è il luogo di dibattito preliminare, prima di avventurarsi nel non-luogo politico del suffragio universale. Detto altrimenti, il partito politico è il solo luogo in cui le idee si sviluppano veramente perché nel momento delle elezioni il dibattito è ormai chiuso lasciando spazio alla propaganda.

La lista Rivoltiamo, da questo punto di vista, si presenta quindi come un partito, un nuovo partito, ma comunque un partito nella sua vocazione politica di contenitore del dibattito. Quale è la differenza? Rivoltiamo si vuole trasversale ai partiti esistenti, ma anche questo non ha nulla di contrario all’essenza del partito, forse potrebbe essere contrario alla contingenza storica del partitismo italiano, ma non all’essenza del partito. E allora perché Rivoltiamo insiste tanto sulla sua apartiticità? Perché uno dei punti forti della lista non è solamente la trasversalità, ma anche l’ “apertura”? Forse è più quest’apertura indiscriminata che la trasversalità ad essere effettivamente in contraddizione con una certa essenza del “partito”. Per partito infatti si intende un “prendere parte”, “prendere una collocazione”: Rivoltiamo si vuole come luogo di confronto politico alla stregua di un partito, propone questo dibattito con il fine di presentarsi all’elezioni proprio come un partito, ma non vuole collocarsi politicamente per non chiudere lo spazio al dibattito e perciò si nega in quanto partito . Rivoltiamo critica l’idea di partito per criticare i partiti contemporanei in Italia, ma facendo questo nega che alla base del suo dibattito ci siano delle idee politiche che raccolgano degli individui intorno ad un tavolo.

Si deve allora definire che ruolo abbiano le definizioni politiche nel dibattito interno ai partiti. Per prima cosa, queste idee limitano il campo del dibattito: siccome i punti di vista potrebbero essere infiniti, si mettono dei paletti più o meno ampi per evitare che le discussioni arrivino costantemente all’opposizione tra due parti; in secondo luogo, si tratta di salvaguardare certi valori che si considerano imprescindibili, per evitare che un luogo nato per discutere della pace nel mondo arrivi a discutere di come fare la guerra; ancora, nel sistema di rappresentanza, le linee del partito servono da garanzia all’elettore: il partito seguirà nella realizzazione del proprio programma, che muta a seconda della contingenza e del dibattito interno, certe idee guida; infine, le linee politiche servono ad attirare nuovi elementi nel partito per alimentare il dibattito.

Ora, Rivoltiamo resta un gruppo nato per stendere un programma e ha bisogno di persone che pensino e scrivano questo programma: come fare per attirarle? Anche in questo, il gruppo non sembra allontanarsi dal sistema partito, dichiarando che tutti coloro che “amano” Rivolta sono i benvenuti. L’unica linea guida che la trasversalità ammette è quella dell’amore. Gli attori della lista si affrettano a precisare che il governo di una piccola comunità come quella rivoltana non si può basare sulla divisione ideologica, ma sulla disponibilità politica a lasciare il mondo un poco migliore di come lo abbiamo trovato: ancora una volta nobili motivi, ma chiunque, anche i candidati del centro destra paesano, si può dichiarare innamorato del villaggio e disposto a dedicarli la sua passione. Sinceramente, a me andrebbe anche bene d’uscire dalla politica della rappresentanza e d’entrare, almeno a livello locale, in un aristocratismo tecnocratico, nel quale l’assessore all’urbanistica lo fa il miglior urbanista del paese a prescindere dalle sue idee politiche e che il suo operato sia controllato costantemente da referendum popolari. Ma la proposta di Rivoltiamo non è questa, anche perché implicherebbe non partecipare alle elezioni; la sua proposta è piuttosto quella di creare un grande partito dell’amore (un altro?) nel quale tutti possano entrare a dibattere senza avere altra base comune che l’amore per l’impegno politico, l’amore per il paese e un imprecisato odio per i partiti nazionali.

Il rischio di un partito siffatto è quello di una discussione senza mediatore, ruolo che in un partito è giocato dalle idee costitutive. Il rischio di un partito siffatto è di diventare contenitore di interessi personali camuffati da “amore per il paese” senza avere, anche volendolo, la forza morale e politica di controllarli. Certo, tutto questo non significa che la lista non proponga cose interessanti, tutto ciò è stato scritto solamente per esprimere un certo imbarazzo riguardo al discorso a-partitico che retoricamente la lista porta avanti: discorso mal posto nei suoi contenuti e pericoloso nelle sue realizzazioni pratiche. Da un lato, si rischia di dichiarare malato il sistema nel quale si iscrive il proprio gruppo, dall’altro, si rischia di proporre una lista nella quale troppe idee differenti possono confluire con il semplice comune denominatore dell’impegno.

Detto tutto ciò, con Simone Weil credo fermamente che “i partiti sono organismi costituiti pubblicamente, ufficialmente in modo da uccidere nelle anime il senso della verità e della giustizia”, ma queste sono considerazioni da filosofo politico, non da animale politico. Il filosofo politico può restare da solo e immobile perché per lui la solitudine e l’inazione non esistono poiché vive nel pensiero, ma per l’animale politico restare da solo significa la morte. Ben vengano le critiche dei partiti e la ricerca di alternative al sistema di rappresentanza, ma non per creare nuovi partiti dell’amore. In uno degli articoli di Rivoltiamo si legge che questa lista vuole smetterla con la politica che non prende in considerazione una buona proposta solamente perché viene dal campo avverso; ebbene, questa politica verrà abbandonata quando tutte le proposte potranno passare al vaglio di ogni singola coscienza ed essere valutate da ognuno secondo il suo sistema olistico di valori. Per ora, meglio ricordarsi che una buona proposta può venire da un partito che, visto il suo discorso generale, sarebbe meglio non potesse nemmeno formulare delle buone proposte; ecco a cosa servono i partiti.


Passiamo ora alla risposta che il gruppo RC-SEL ha dato a Rivoltiamo. Secondo i due partiti della sinistra italiana, la lista civica li avrebbe non è disposta a confrontarsi su programma e candidato sindaco in delle elezioni primarie. Non entrerò nel dettaglio se le primarie fossero fattibili e se ci fossero candidati o meno perché non potrei esprimermi, il problema che tocca la nostra questione riguardo ai partiti politici è: se le primarie fossero integrabili alla lista trasversale, se ne fossero un’alternativa e ancora se siano un strumento di rafforzamento o di crisi dei partiti e, soprattutto, se la risposta data da RC-SEL sia a livello concettuale una buona risposta alla questione di quale ruolo abbiano i partiti in una politica post-ideologica.

Come in tempi non sospetti ebbi una posizione antipartitica così ebbi un discorso fortemente contrario alle primarie. Ritengo che la questione delle primarie sia complementare a quella sul ruolo dei partiti nella politica che abbiamo definito post-ideologica. Proporre delle elezioni primarie significa già svuotare il senso del partito come luogo di dibattito e di decisione. Far scegliere ai liberi cittadini il candidato di un partito significa che il partito rinuncia al suo ruolo di guida, si potrebbe dire con Gramsci al suo ruolo intellettuale. Ora, io capisco che i dirigenti dei partiti, oggi si trovino un po’ persi di fronte ad un sistema che mostra i suoi evidenti limiti di trasparenza e di democrazia, e sono assolutamente convinto che questo sistema vada cambiato, ma non credo che per cambiarlo sia sufficiente fare delle pre-elezioni, perché continuo a pensare, come l’ho detto più sopra, che le elezioni siano il non-luogo della politica. Proporre le primarie significa in un certo modo dare ragione a chi vuole condannare il partito come imposizione normativa della spontanea espressione politica. Ma la vicinanza delle due posizioni non si limita a questa pars destruens, ma anche alla falsa pars construens: proponendo le primarie come alternativa alla lista trasversale ci si fa in realtà promotori di un’idea simile. Da un lato si dice basta ai partiti e si crea un grande partito senza idee comuni, dall’altro, si dice basta alle decisioni verticali dei partiti per proporre una pre-elezione che si basa su un volto invece che sulle idee comuni.

Per concludere, il dibattito sul ruolo dei partiti, su una possibile politica senza partiti e sulle alternative alla democrazia rappresentativa sono importanti e ricche di sviluppi intellettuali. Ma se il dibattito si limita a costruire una parola-valigia grazie alla quale poter trasportare in campagna elettorale degli ingenui spontaneismi e una rimasticata democrazia partecipativa a detrimento dell’idea di partito come intellettuale d’avanguardia, allora, il rischio è quello di dimenticare che “vivere vuol dire essere partigiani”. Ma attenzione, prendere parte e “odiare gli indifferenti” non significa solamente schierarsi contro o per qualche cosa, ma costruire il proprio pensiero con gli altri e anche contro (dialetticamente) gli altri. Come lo denunciava Weil, oggi “l’operazione del prendere partito, del prendere posizione a favore o contro, si è sostituita all’operazione del pensiero”, ma questo non significa che per pensare non si debba sempre prender posizione per dare al proprio pensiero la forza della coerenza.


9 gennaio 2011

L' altrA pista




La proposta di Romolo e' interessante. Ritengo comunque sia  possibile vederla in altri termini.

Alle ultime politiche  ho votato Pd: accipicchia che cavolata.
   Mi vidi costretto come molti  a navigare a vista - l'obiettivo era B. - , cosi' tra una piroetta parlamentare e l'altra eccoci giunti al 14 dicembre scorso dove, ultimo tra i paradossi, se allora avessi  votato altrimenti magari avrei favorito la sfiducia, dunque l'obiettivo suddetto.  
 Che poi votare altrimenti per me significa partito comunista, perche'  mi mette a mio agio e di buon umore.  Solo desidererei fosse moralmente saldo, intellettualmente non ingessato  e 'non rinchiuso nelle sue stanze, bensi' tra la gente di strada', insomma il contrario di quello che e' oggi. Uscendo  dalla cabina elettorale mi dissi: va bene cosi', tanto gli ultimi barlumi del mio 'Pc ideale' si sono estinti insieme al punk decenni fa,  inoltre a Veltroni piace il cinema. Presagivo comunque di aver commesso una cavolata, una cosi' grande pero' no.
 
 Ora il vaso tracima. Il Pd e' orientato ad appoggiare la fiat, cioe' Marchionne, cioe' l'abrogazione dei sindacati, la FIOM nello specifico, che non si dovessero allineare.
 E la Camusso che fa? propone la 'firma tecnica', tanto per dare il colpo di grazia. Impedire la libera associazione cosi' come il diritto allo sciopero e' fascismo bello e buono, ma nel rimbambimento mediatico vuoi vedere che il Pd passa per responsabile? Fassino ha dichiarato che se fosse operaio voterebbe si'al referendum sindacale. Il detto vuole che gli inetti non hanno
 l'obbligo di parlare, ma dal momento che ormai si e' espresso perche non dona l'esempio nel suo partito e va a lavorare a Mirafiori, mi piacerebbe coglierlo a mercanteggiare sui dieci minuti di pausa d'ora col caporale D'Alema. Perche' su un punto  si tace bene, in Italia come all'estero: l'obiettivo vero e' l'indebolimento dell'organizzazione sindacale. A volerlo sono  i partiti politici stessi, che hanno sempre avuto l'interesse nel favorire la divisione tra rossi, bianchi e neri. Attraverso l'azione sindacale puoi non solo fare fronte comune per i tuoi diritti ma resti informato, di fatto ti ritagli un ruolo attivo nella gestione della cosa pubblica. Dall'estrema sinistra alla destrasi desidera invece che tu voti qualcuno una volta ogni 4 o 5  anni in modo che decida al tuo posto ( non trovate sia  gia' di per se' avvilente?). E i 'qualcuno' di certo non mancano mai. Il giovane come il meno giovane, carrierista o titolato che sia,  ad un certo punto  puo' essere tentato dalfarsi eleggere e se vi riesce e' fatta,  via di poltrona in poltrona che magari resta 'ina' per 30 anni nel paesino ma in tempi di crisi buttala via.
 No grazie, al politico di professione che ostenta il blasone e' possibile sostituire l'autogestione, occorre certo maggiore impegno ma quali le soddisfazioni !
 niente gerarchie, primi cittadini e leccapiedi, mafiopoli e cortigiani.
Vediamo.. dove cominciare ? Da una pernacchia ad esempio. Ti candidi? Beccati la pernacchia, salutare e divertente.
  Guardiamo per esempio nella nostra meta' campo.
 A sinistra chi scende in politica ha i mezzi o economici o culturali per poterlo fare. Dei meno abbienti impara presto a infischiarsene, cio' vale nel piccolo paese come a Montecitorio. Accumula stipendi e se ne ha la possibilita' se li aumenta pure, chiamalo fesso direbbe Toto'. E guardati bene dal pungerlo sull'argomento.
 Si' certo, sono d'accordo con Travaglio, e con Grillo. Aggiungo: ve ne fossero. Perche' con tanti 'Travagli' in circolazione il singolo Travaglio assumerebbe minor peso mediatico e quindi meno antipatico.
 Sulle proposte di Grillo non si puo' che convenire: due mandati al massimo e poi a casa, fuori gli imputati dal parlamento, i rappresentanti non siano scelti dal partito.
 Diversamente ha ancora senso votare? Capirei le perplessita' se fossimo in Norvegia ma qui si sta parlando dell'Italia.
 




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31 dicembre 2010

Il futuro di Rivolta è nelle tue mani!! Scegli tu il Sindaco, la lista e i programmi!!

Il futuro di Rivolta è nelle tue mani!! Scegli tu il Sindaco, la lista e i programmi!!

Ci sono due metodi per scegliere il futuro amministrativo di Rivolta d’Adda. Il primo è quello da sempre utilizzato, dove i partiti politici si ritrovano in sedi di partito per decidere sindaco, liste e programmi. Il secondo metodo (che noi proponiamo!) è quello di raccogliere i pareri da parte di più cittadini rivoltani possibili e, in modo democratico, scegliere in base alla vostra volontà.
Per questo ti chiediamo di indicarci UN NOME che per te sia adatto per ricoprire la carica di sindaco a Rivolta d’Adda per i prossimi cinque anni, IL NOME DELLA LISTA importante per essere chiari con i cittadini, LE LINEE PROGRAMMATICHE per tutto ciò che c’è da migliorare, cambiare e creare da zero.
Con ogni probabilità a Rivolta d’Adda vi sarà la lista dell’attuale candidato sindaco uscente, Ivan Losio, che sarà appoggiato dal Pdl e dai partiti del centro destra, la lista della LEGA NORD che da voci indiscrete vedono come candidato sindaco PAOLO CREMASCOLI, e poi una lista nata la settimana scorsa dal nome RIVOLTIAMO che vede come candidato sindaco Fabio Calvi (ex vicesindaco della giunta Mondonico).
Quest’ultima lista vede all’interno gente di centro, della Lega, di destra e gente apartitica. C’è qualcuno anche del Pd ma preferiscono non dirlo per un certo grado di imbarazzo…
A prescindere dai contenuti programmatici, cosa accomuna queste tre liste? IL METODO. Ovvero aver deciso i rappresentanti in sedi chiuse, blindate, fra pochi eletti che, in modo arrogante, si appropriano la facoltà di decidere anche il tuo futuro!!

Noi non possiamo stare a guardare, non possiamo essere spettatori del nostro domani. Dobbiamo avere il coraggio di prendere posizione, di decidere, di combattere con l’arma delle parole se è necessario!!

VOTA IL TUO SINDACO IDEALE!!
NON PERMETTERE CHE ALTRA GENTE DECIDA PER TE!!


22 dicembre 2010

Sabato 18 la Sinistra rivoltana è scesa in piazza per far decidere a voi il futuro del paese!!

Sabato mattina alle ore 8.00 c’erano -5 gradi. Il freddo pungente non lasciava tregua ma bisognava andare, bisognava che la sinistra ritornasse in piazza, anche quando le condizioni meteorologiche non lo permettono…
Noi preferiamo il contatto con la gente all’autocelebrarsi in pompa magna con musiche da convegni, giacche e cravatte. Tutti ad applaudire ciò che ha già rovinato Rivolta. Facce nuove in prima linea e stesse macchinazioni alla radice. Qui si rischia che a Rivolta per i prossimi cinque anni o governa ancora questa destra nullafacente o una lista bianca e fumosa composta dalla vecchia giunta Mondonico.
L’alternativa dobbiamo crearla! Anche col tuo impegno! Dobbiamo essere responsabili del nostro paese. Dobbiamo avere la forza e il coraggio di saper cambiare realmente pagina.
Per questo sabato mattina abbiamo manifestato in piazza, abbiamo raccolto firme perché noi vogliamo veramente un centro sinistra unito alle prossime elezioni amministrative.
Non ci interessano gli opportunismi, gli industriali e imprenditori che uccidono il territorio in nome dei propri profitti, non ci interessano le convention dove si ribadiscono gli stessi concetti astratti, poco chiari e di belle parole solo perché si è in campagna elettorale.
Noi siamo scesi in piazza e ci troverete ancora in altre occasioni, a partire dalle prime settimane di gennaio. A noi non piace la cronaca degli eventi accaduti, ma solo perché per qualcuno i numeri contano… abbiamo raccolto 70 firme in una sola mattinata di sostegno al nostro progetto!!
Chi ama troppo Rivolta a volte rischia di ucciderla. Facciamo attenzione.


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